giovedì 17 febbraio 2011

Gladio

Acecoflenac

Indicazioni terapeutiche:
L'Acecoflenac è indicato per il trattamento di malattie osteoarticolari croniche quali osteoartrosi, artrite reumatoide, spondilite anchilosante e di reumatismi extraarticolari quali periartriti, tendiniti, borsiti, entesiti. Trattamento degli stati dolorosi acuti di differente eziologia quali sciatalgie, lombalgie, mialgie, dismenorrea primaria, dolore conseguente a traumi di varia natura e odontalgia.
In particolare Gladio nelle formulazioni iniettabile e supposte è indicato nel trattamento sintomatico degli stati dolorosi acuti a carico dell'apparato muscolare e scheletrico e degli spasmi a carico della muscolatura liscia quali: coliche renali, attacchi acuti di gotta, dolore post-episiotomia, dolore post- operatorio, dolore oncologico.

Proprietà farmacodinamiche:
Aceclofenac è un antinfiammatorio non-steroideo, appartenente alla classe degli analoghi dell´acido fenilacetico. Il meccanismo d´azione di Aceclofenac è risultato un potente inibitore della cicloossigenasi, enzima che catalizza la conversione di acido arachidonico nei precursori delle prostaglandine e del trombossano.

Controindicazioni:
Il prodotto è controindicato nei casi di ipersensibilità al principio attivo, a farmaci antinfiammatori non steroidei, compreso l´acido acetilsalicilico, in caso di ipersensibilità ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Come altri antinfiammatori non-steroidei, Gladio è controindicato in quei pazienti che abbiano manifestato, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o altri farmaci inibitori della prostaglandin-sintetasi, accessi asmatici o altre reazioni allergiche (orticaria, rinite, edema, rash, broncospasmo). Gladio è controindicato in presenza di ulcera gastroduodenale in atto o di emorragie a livello del tratto gastrointestinale e nei soggetti con diatesi emorragica. Inoltre la somministrazione del preparato è controindicata in pazienti affetti da grave insufficienza renale ed epatica. Gladio nella formulazione supposte non deve essere somministrato a pazienti con disturbi emorroidari, proctite o altre lesioni locali in atto o presenti nell'anamnesi recente. Il farmaco non deve essere usato nei bambini. Gladio è altresì controindicato in gravidanza, particolarmente in prossimità del parto (polvere e solvente per soluzione iniettabile), e durante l´allattamento.

Effetti indesiderati:
Gli effetti collaterali più comunemente segnalati sono i disturbi gastrointestinali (dispepsia, dolore addominale, nausea e diarrea) e talvolta capogiri.
Sono stati segnalati disturbi dermatologici, inclusi prurito e rash, e anomali livelli degli enzimi epatici. Raramente è stato riportato innalzamento dei livelli di creatinina sierica.
Nella seguente tabella le reazioni avverse segnalate durante gli studiclinici e nell´esperienza post-registrativa sono riportate e raggruppate secondo la classificazione sistemica e d´organo (SOC) e per frequenza.

Posologia e modo di somministrazione:
Adulti: Compresse rivestite: La dose giornaliera raccomandata è di 2 compresse (200 mg/die), 1 compressa ogni 12 ore.
Polvere per sospensione orale: La dose giornaliera è di 2 bustine al giorno (200 mg/die), 1 bustina ogni 12 ore.
Supposte: 1 supposta (200 mg/die) preferibilmente alla sera prima di coricarsi.
Polvere e solvente per soluzione iniettabile: La dose giornaliera consigliata è di 1 iniezione (150 mg) una o due volte al giorno secondo parere del medico.
Gladio iniettabile non deve essere somministrato per più di tre giorni a dosaggio pieno; qualora fosse necessario, per il trattamento analgesico o antinfiammatorio, si consiglia di ricorrere ad altre formulazioni di Gladio, rispettando l'intervallo posologico di 12 ore.

Sovradosaggio:
Attualmente non sono disponibili informazioni relative al quadro clinico derivante da sovradosaggio di Gladio.
Le misure terapeutiche da adottare sono quelle comunemente impiegate in caso di avvelenamento acuto da FANS:
- l´assorbimento deve essere impedito non appena possibile per mezzo di lavanda gastrica e trattamento con carbone attivo;
- trattamenti di sostegno e sintomatici dovrebbero essere adottati in caso di complicazioni (ipotensione, insufficienza renale, convulsioni, irritazione gastrointestinale e depressione respiratoria);
- terapie specifiche, come diuresi forzata, dialisi o emoperfusione, non permettono l´eliminazione del farmaco a causa del suo elevato legame alle proteine plasmatiche e del notevole metabolismo.

Rocefin

Ceftriaxone Bisodico

Indicazioni terapeutiche:
Il Rocefin è un antibiotico di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da Gram-negativi o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai più comuni antibiotici. In particolare il prodotto trova indicazione, nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o immunodepressi e nelle profilassi delle infezioni chirurgiche.

Proprietà farmacodinamiche:
Il ceftriaxone esercita la sua azione antibatterica tramite il blocco di enzimi batterici specifici (PBP) deputati alla sintesi della parete cellulare.
Il ceftriaxone e' un antibiotico derivato dall'acido cefalosporanico, caratterizzato da un residuo metossiminico che gli conferisce stabilita' nei confronti delle Beta-lattamasi batteriche, nonche' da una funzione triazinica responsabile delle proprieta' farmacocinetiche.
Presenta in vitro uno spettro d'azione molto ampio, sia su Gram + che Gram - aerobi, ed è dotato di un'attività battericida che si esplica a concentrazioni inferiori ai 0,1 µg/ml per la maggior parte dei batteri sensibili.

Controindicazioni:
Ipersensibilità alle cefalosporine o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
In caso di ipersensibilità alle penicilline, si deve tener presente la possibile insorgenza di allergia crociata.
Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.
I neonati iperbilirubinemici e i prematuri non devono essere trattati con ceftriaxone.
Studi in vitro hanno dimostrato che ceftriaxone può spostare la bilirubina dai suoi siti di legame all´albumina plasmatica ed è possibile che in questi pazienti si sviluppi una encefalopatia da bilirubina.
Trattamento con calcio, a causa del rischio di formazione di precipitazione di sali di calcio-ceftriaxone nei nati a termine.

Effetti indesiderati:
Similmente a quanto avviene con altre cefalosporine, durante la terapia con Rocefin possono manifestarsi i seguenti effetti collaterali:
Disturbi gastrointestinali: feci non formate, diarrea, nausea, vomito, stomatite, glossite, raramente inspessimento della bile.
Modificazioni ematologiche: eosinofilia, leucopenia, granulocitopenia, anemia, trombocitopenia.
Reazioni cutanee: esantema, dermatite allergica, prurito, orticaria ed edema.
Altri effetti collaterali rari: cefalea, vertigini, aumento delle transaminasi, oliguria, aumento dei valori sierici della creatinina, micosi del tratto genitale, brividi, febbre e reazioni anafilattiche o anafilattoidi.
La comparsa di shock anafilattico è estremamente rara e richiede immediate contromisure quali la somministrazione endovena di adrenalina seguita da un glucocorticoide.
Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a trattamento con cefalosporine.
Rocefin non deve essere miscelato o somministrato in contemporanea con soluzioni o prodotti contenenti calcio, anche se infusi separatamente.

Posologia e modo di somministrazione:
Schema posologico generale Adulti e bambini oltre 12 anni: la dose consigliata è di 1 g di Rocefin una volta al giorno (ogni 24 ore).
Nei casi più gravi o in infezioni causate da microrganismi moderatamente sensibili, la dose può raggiungere i 4 g somministrati in un´unica soluzione.
1 Neonati (fino a 2 settimane): la dose giornaliera è di 20-50 mg/kg di peso corporeo in monosomministrazione; a causa della immaturità dei loro sistemi enzimatici non bisognerebbe superare i 50 mg/kg.

Sovradosaggio:
Non sono stati finora registrati casi di intossicazione acuta.